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domenica 25 novembre 2018

conosci te stesso


Frase di origine antica, la troviamo sul tempio dell’oracolo di Delfi, summa del pensiero di Socrate. La riflessione a cui questa frase può portare, i momenti della nostra vita in cui ricordarlo sarebbe fondamentale e l’aiuto che può darti nei momenti più difficili sono solo alcuni dei motivi per cui ritengo questa, il principio fondamentale su cui basare la propria vita. 
E’ innato in ogni bambino l’istinto alla conoscenza del mondo intorno a se, che si manifesta con la curiosità, l’esplorazione di luoghi come di atteggiamenti, naturalmente imitati dal esterno. Ma la conoscenza di se stessi da dove scaturisce? In che modo possiamo conoscere noi stessi? E’ un lavoro lungo che si deve iniziare sin da giovani, cominciando da due punti fondamentali: il rapporto con gli altri e il rapporto con se stessi. 
Possiamo pretendere di comprendere il nostro animo senza avere rapporti, senza confrontarci con il resto del mondo? Assolutamente no, siamo esseri razionali e sociali. 
l nostro pensiero lo costruiamo in due modi; possediamo l’intuito e il ragionamento. Parliamo di ragionamento per specificare quell’abilità propria dell’uomo per cui tramite la visione di molteplici circostanze simili si costruisce un pensiero che racchiuda il nocciolo della situazione, una sorta di concetto generale del particolare. L’intuito invece, è più complesso, racchiude in se tutti i ragionamenti di una persona, permettendo alla stessa di comprendere cose al di là della semplice generalizzazione del particolare. 

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Non c’è niente di più vero quando si parla di essere umani, di considerare la loro natura come instabile e fragile. Ciò che differenza l’umanità dalle altre razze, è la capacità di avere pensieri, consci o inconsci, verso qualsiasi tipo di realtà, limitata però all’effettiva competenza di astrazione del singolo individuo. Questo limite, deriva sicuramente dal fatto che, l’esperienza è una delle competenze principali da possedere per accrescere la capacità di astrazione e l’uomo non ha esperienza del Tutto. A questo punto si può pensare alla capacità di astrazione come ad una retta; da ciò si deduce facilmente che esistono due estremità infinite, una che rappresenta l’anima dell’uomo, l’altra l’universo e tutto ciò che contiene; le due cose forse più difficili da comprendere ma, mentre l’universo piano piano viene schematizzato, l’anima rimane ancora incredibilmente lontana dalla nostra comprensione. Da sempre l’uomo ha cercato, nelle divinità e in tutto ciò che si forma nell’immaginario in funzione di quelle, di rimanere eterno. Non è infatti la paura più grande scomparire, come entità, per sempre? I meccanismi di difesa, (convinzioni, ideali, modi di vivere), di fronte a questa condizione sono moltissimi.